La nuova campagna pubblicitaria di Lonely Planet da Ads of the World™

La prima Lonely Planet che ho comprato è stata, nel 1987, quella dell’Indonesia, per un viaggio di 5 settimane tra Java e Bali. L’ultima, lo scorso anno, quella del Messico per un viaggio in Baja California che è stato lo spunto per iniziare questo blog.

Per 25 anni ci hanno letteralmente guidato e accompagnato in giro per il mondo, attraverso la lettura e lo studio minuziosi e attenti a cui si è sempre dedicata Barbara.

Questa è la nuova campagna pubblicitaria, realizzata da Lua Propaganda, Brazil.

Lonely Planet 2013 - New York

Lonely Planet
Campagna 2013
Soggetto New York

Lonely Planet 2013 - London

Lonely Planet
Campagna 2013
Sogetto London

Lonely Planet 2013 - Paris

Lonely Planet
Campagna 2013
Soggetto Paris

 

Ossessione TripAdvisor

Tutti ne parlano. Ovunque se ne parla.

E’ stato uno dei tormentoni della nostra estate messicana.
Bed and breakfast, ristoranti, locali. La domanda alla fine (spesso all’inizio) era: “come ci avete conosciuti e soprattutto scelti”?
Fino a due anni fa l’ovvia risposta sarebbe stata, Lonely Planet. Oggi, TripAdvisor. Ed è la risposta che tutti si aspettano.
Lo score e il ranking su TripAdvisor sono l’obiettivo. E il risultato di eccellenza (da 4 punti, 4 e 1/2 in su) esibito in bella vista con gli attestati personalizzati.
Le conseguenze?
Lo sforzo per elevare e mantenere alto il livello della reputazione on-line si traduce in vantaggi immediati per l’utente: attenzione al servizio, pulizia, qualità dell’offerta, gentilezza, diversificazione (a volte anche solo in piccoli dettagli) dai concorrenti.
Spesso, in maniera un po’ “ruffiana”: richieste esplicite di commenti positivi o attenzioni particolari per ottenerli. Un ristorante di San Josè del Cabo, alla nostra dichiarazione su come lo avevamo scoperto, ci ha portato e offerto un complimentary dessert. Casuale?

Come utenti, grande attenzione a interpretare graduatorie e punteggi.
Non bastano score o ranking; bisogna entrare nei dettagli e interpretarli: quanti sono i commenti e i voti, leggere i “pessimi” anche se pochi, guardare con attenzione la nazionalità di chi commenta (le aspettative di un americano e di un italiano sono spesso diverse e a volte inconciliabili sia in materia di cibo che di alberghi).

Uno strumento diventato fondamentale per orientarsi nelle scelte di locali, hotel e ristoranti, soprattutto se si viaggia in un paese dove la disponibilità di connessioni wifi rende lo strumento disponibilie con facilità e a costo zero.
Lo strumento fondamentale per farsi conoscere e scegliere da parte degli esercizi commerciali.

Purtroppo, la cara vecchia Lonely Planet, comunque usata e consultata durante tutto il viaggio, sconta a volte i prezzi dell’aggiornamento delle informazioni (soprattutto in paesi o zone a rapido sviluppo e cambiamento) e di giudizi troppo “soggettivi”.

Ritorno a La Paz

Dopo la fuga da Loreto, una giornata girando per La Paz senza mete particolari.
Impressioni e sensazioni in ordine sparso.

Interessanti negozi di artigianato locale in giro per la città. In particolare, Casa Parra (che ha organizzato una bella mostra di oggetti provenienti dalle varie regioni del Messico nel palazzo del governo), Galerìa, la Manjta. Interessante il design degli oggetti e delle mappe della Bassa California, di Got Baja Store.

Le statuine per le celebrazioni del giorno dei morti per il quale esiste in Messico un culto e un’attenzione particolari. Oltre ai soliti scheletri vestiti come i più incredibili personaggi (uomini in frac, musicisti di funeree bande, signore elegantemente vestite con cappelli e scialli piumati), ricostruzioni di funerali con statuine coloratissime rappresentanti tutti i protagonisti: morto nella cassa, vedove piangenti e sacerdoti offizianti compresi. Tra il macabro e il grottesco.

Dietro la cattedrale un negozio di immagini sacre con la più incredibile collezione di santini e di immaginette in tutte le misure e dimensioni, più statue di santi, crocefissioni e martiri con una spiccata tendenza verso il macabro.

Abbiamo visitato due supermercati in un centro commerciale. Alcune cose che ci hanno colpito: muri di bottiglie di Coca Cola in bottiglioni da 3 lt (esclusive per il mercato sud americano), confezioni di cereali grandi come fustini di dash, pareti di patatine, caramelle, schifezze di varia natura (vedi commenti su obesità in altri post). Nel reparto frutta e verdura, peperoni di tutti i tipi, colori e misure e un po’ ovunque tutti i tipi di peperoncino (compreso il terribile “habanero” soprannominato satan’s chili) e salse piccanti.

Nello stesso centro commerciale un’affollatissima “fiera” per la presentazione dei corsi delle diverse scuole e università della zona, insieme a società di ricerca del personale che raccoglievano curricula e organizzavano test attitudinali al momento.

Mamme con bambini che in giro per La Paz compravano divise, quaderni, zaini, libri per l’inizio della scuola (che in Messico sarà lunedì prossimo), in particolare nel mercatino di bancarelle organizzato nella piazza della cattedrale.

Alla sera cena con gli amici proprietari di Casa Verde Inn da Stella, ristorante mexicano sul molo: bella serata, tra birra, buon cibo e chiacchiere.

Sempre in debito del post su Mulegè e Bahia Concepciòn, si parte in direzione Todos Santos.

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La protesta degli archeologi

Primo giorno a Città del Messico.

Inizio al Bosque de Chapultepec, con visita al Castello. Impressionante la quantità di bambini di tutte le età e di bancarelle che vendevano qualsiasi cosa si potesse immaginare. Sembrava soprattutto il trionfo di un vintage improbabile, comprese le palline clic clac, lo zucchero filato e le bolle di sapone.

Un capitolo a parte sulle voci dei venditori. Un festival a superarsi uno con l’altro, in una cacofonia totale di suoni e voci.

All’interno del parco visita poi al Museo Nazionale di Antropologia.
Esperienza unica di un percorso antropologico, storico e culturale attraverso le popolazioni che hanno abitato il Messico nel corso del tempo. Ricco di reperti, immagini, contributi multimediali, ricostruzioni di siti, e ambienti.
Due commenti: bisognerebbe avere un tempo infinito a disposizione solo per poter entrare nei temi toccati, le didascalie quasi esclusivamente in spagnolo (pochi pannelli con traduzione in inglese) limitano la comprensione.

Il motivo del titolo di questo post.

Arrivati al museo, abbiamo scoperto che l’ingresso era gratuito, grazie a un’iniziativa degli archeologi dell’INAH che stanno da tempo protestando contro il progetto di un museo che, nela zona di Michocacán, distruggerebbe completamente il sito archeologico di Tzintzuntan, uno dei più importanti siti Pre-Colombiani nell’allora Stato di Tarascan.

Protesta giusta da far conoscere e sostenere. Questa la loro pagina facebook.

Gli archeologi dell'INAH

Gli archeologi dell’INAH a difesa del sito archeologico di Tzintzuntan

Mexico City – Il primo impatto

Arrivati ieri sera con un volo American Airlines da Miami.

Bellissimo l’arrivo sopra la città. Luna piena, cielo stellato. All’improvviso l’aereo ha letteralmente bucato le nuvole e sotto di noi è apparsa Mexico City.

Difficile immaginare una città di ventun milioni di abitanti vista dall’alto.

Luci a perdita d’occhio in tutte le direzioni, attaverso gli oblò da entrambi i lati dell’aereo. Ancora più impresionanti i fiumi e le scie di luci delle macchine, bianche o rosse a seconda della direzione.

Un fluire continuo e inestricabile di luci e colori. Uno straordinario primo impatto.